Parma
Piccola guida di Parma: i luoghi imperdibili della città
20 dic
Parma è un piccolo gioiello di arte e cultura, una cittadina a misura d’uomo che vale la pena visitare.
Anche solo con un weekend è possibile cogliere il suo spirito raffinato ed è possibile respirare la lunga storia che si porta dietro, dalle origini romane ai fasti della nobile famiglia dei Borbone al suo ruolo di Petit Capitel con Maria Lugia d’Austria, che ha lasciato segni intangibili nella città.
Passeggiare per le vie di Parma, tra i piccoli e labirntici borghetti medievali e i grandi viali ottocenetschi, è un’esperienza magica, che porta con sé non solo storia, arte e cultura, ma anche i rpofumi e gli aromi di una cucina tradizionale unica.
Inchotels propone interessanti pacchetti weekend per tutti coloro che desiderano visitare Parma o perché no, ritornare in questa città deliziosa. Si può scegliere tra differenti soluzioni, negli hotel e nei residence in centro a Parma di Inchotels.
Weekend a Parma? Scopri cosa vedere!
7 dic
Parma è una città deliziosa, ricca di storia, arte, cultura e con una tradizione enogastronomica da leccarsi i baffi.
Un weekend può essere un’ottima opportunità per iniziare a conoscere la capitale della food valley italiana e perché no, pianificare eventuali ritorni e magari visite anche nella sua splendida provincia, che spazia dagli Appennini al Po.
Un weekend perfetto a Parma passa per l’esplorazione del centro storico, prezioso gioiello dell’architettura romanica. da non lasciarsi sfuggire:
- piazza Duomo, con la cattedrale, il Battistero dell’Antelami e il palazzo del Vescovado. Inoltre il Duomo custodisce due importanti opere d’arte come “la Deposizione” dell’Antelami e la cupola affrescata dal Correggio
- la galleria nazionale, ospitata all’interno del Palazzo della Pilotta, con tutti i suoi quadri di prestigio e l’affascinante Teatro Farnese, realizzato completamente in legno
- La camera di San Paolo con gli affreschi del Correggio e la chiesa della Steccata con gli affreschi del Parmigianino
- il Parco Ducale, per uno spuntino e un momento di relax
- il Teatro Regio, tempio della lirica italiana
- un giro di shopping nel centro storico e un aperitivo in Piazza Garibaldi
- la visita ad una delle mostre di arte contemporanea organizzate periodicamente all’interno del Palazzo del Governatore
- un pranzo con un panino con il pesto di cavallo, sfiziosità tutta parmigiana
- una cena a base di prodotti tipici parmigiani: affettati misti (dal crudo alla spalla cotta al culatello al salame di felino), torta fritta, parmigianio reggiano, tortelli d’erbetta, anolini, rosa di Parma, bolliti ecc….
- shopping enogastronomico per fare razzia dei prodotti tipici.
- Piazza Duomo
- Il laghetto del Parco Ducale
- Il palazzo della Pilotta
- Piazza Garibaldi
- Il Teatro Regio
- La Chiesa della Steccata
- Il Teatro Farnese
- La camera di San Paolo
- La cupola del Correggio
E la voglia di tornare a Parma non vi lascerà più!
Inchotels sponsorizza lo Dsèvod e difende la tradizione e la parmigianità
30 ago
Dsèvod, la maschera tutta parmigiana impersonata attualmente da Maurizio Trapelli, ha bisogno di un nuovo costume: il presidente di Inchotels Emio Incerti, ha deciso di contribuire finanziariamente alla realizzazione del nuovo costume, che ricalcherà il modello precedente pur con qualche modifica.
Anche il Comune di Parma, in sinergia con AVIS, sostiene Maurizio Trapelli nella sensibilizzazione dei cittadini affinché il Dsèvod possa presto avere un costume degno del suo ruolo di maschera cittadina.
Lo Dsèvod è stato ricevuto in comune da Ferdinando Sandroni, delegato del sindaco all’Associazionismo e alla cooperazione internazionale, insieme ad Emio Incerti e a Doriano Campanini, presidente dell’AVIS comunale.
Ma cos’è lo Dsèvod e da dove nasce?
La maschera parmigiana dello Dsèvod nasce con la commedia dell’arte intorno al 1600, insieme a figure come Pulcinella, Arlecchino e Balanzone, ma si trattava di una figura di secondo piano: il primo Dsèvod fu un servo di una famiglia nobile che pur non colto, era arguto e astuto. Si chiamava Salati e per la sua maschera è stato inventato il contrario del suo cognome: da Salati è diventato “desevedo”, l’insipido, tradotto poi in “Al Dsèvvod”.
La maschera che rappresenta la parmigianità, dopo 37 anni aveva bisogno di un nuovo costume per le sue partecipazioni pubbliche, quando va a trovare il sindaco, il vescovo, il prefetto, il comandante dei carabinieri e soprattutto i ragazzi delle scuole.
Grazie al sostegno del Comune, dell’AVIS e all’appoggio finanziario di Inchotels, il nuovo costume dello Dsèvod non è un miraggio.

















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